Questo evento è compreso nell’abbonamento a 12 spettacoli e può essere incluso nell’abbonamento a 7 spettacoli.
Per questo evento non sono previste riduzioni.
Questo evento è acquistabile presso la biglietteria del teatro oppure anche attraverso i link dedicati di Ticketone Carta del Docente e Carte Cultura
Agevolazioni previste:
Nel Teatro non sono presenti ascensori.
Lo spettatore è tenuto a fornire la Disability card per attestare il proprio diritto.
L’acquisto si può effettuare ESCLUSIVAMENTE rivolgendosi alla biglietteria del Teatro Verdi tramite email (info@teatroverdionline.it), telefonicamente allo 055.21.23.20 o anche di persona.
Nel foyer del teatro il Cafè du Theatre apre dalle 19:45 per caffè, spuntini, snack, taglieri e aperitivi.
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La prima edizione della commedia di Salemme ha debuttato nel 1995 con un cast formato da Carlo Buccirosso, Nando Paone e Maurizio Casagrande, presenti anche nella successiva versione cinematografica del 2014. Il dramma si svolge nell’abitazione della famiglia Righi e segue le solitudini dei tre fratelli Enzo, Cico e Stefano, dopo la morte della madre, alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni. Enzo è uno sfortunato musicista, Cico soffre di una forma di schizofrenia, mentre Stefano è il “normale” dei tre. La convivenza forzata di tre fratelli così diversi scatenerà una comicità irresistibile!
Note di regia – Vincenzo Salemme
Tre fratelli, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni.
Il primogenito è Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro. Alterna
picchi di assoluta capacità cognitiva a momenti di depressione.
Gli riescono cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo
non è capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando è felice e divora quintali di purea per placare l’ansia.
É un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’è Stefano, il più ordinario dei tre.
Ha studiato, si è laureato ma si accontenta di fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di
Nora è in procinto di sposarsi. Anche se la relazione è, al momento e dopo un anno di vita,
soltanto platonica. Anzi, addirittura telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato.
Andato via di casa a diciotto anni, è il classico maschio immaturo e incapace di assumersi
nemmeno la pur minima responsabilità.
Si atteggia a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo
l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.
La mamma è morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per
leggergli il testamento della defunta.
La donna ha espresso le sue ultime volontà: se vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua
eredità dovranno per forza stare insieme. Come farà Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo che
divora patate e urla che nevica anche se è il 20 di agosto.
Ma se vogliono prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo.
E allora come faranno? Chi si prenderà cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Troverà un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due disperati
fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile comicità si affaccia ogni tanto la realtà, a volte crudele, dei bisogni. Il bisogno di pace, il bisogno di soldi, il bisogno di affetto. É la vita di tutti noi.