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Rumors è una farsa di satira sociale con una forza comica senza precedenti. Sebbene sia stato scritto trentotto anni fa risulta un plot assolutamente attuale. L’azione si svolge nella lussuosa casa del vicesindaco di New York e consorte, dove dovrebbe svolgersi la festa di anniversario di matrimonio dei padroni di casa. Ma il party non avverrà per l’assenza dei due festeggiati…
Onde evitare confusioni la traduzione in italiano di “rumors” è “pettegolezzi” e non come si potrebbe pensare “rumori” ; il testo di Simon non c’entra nulla con “Rumori fuori scena” di Michael Frayn portato al grande successo dalla The Kitchen Company.
“Rumors” è una farsa, cosa assai insolita per Simon grande costruttore di commedie. Recitare una farsa è sempre molto difficile per gli interpreti in quanto l’errore recitativo è sempre dietro l’angolo. Ma a onor del vero questo Rumors ha al suo interno una difficoltà in più, è una commedia truccata da farsa o forse viceversa. I suoi personaggi sono personaggi da commedia che, però, devono affrontare avvenimenti e accadimenti da farsa. Questa è la vera difficoltà per gli attori. La cosa fondamentale è che gli attori e di conseguenza i personaggi credano sino in fondo a tutto ciò che accade intorno a loro di modo che anche il pubblico non abbia mai la sensazione di stare a vedere una storia non credibile e poter ridere delle vicende che vengono rappresentate.
In questa pièce andata in scena per la prima volta a Broadway nel 1988, Simon abbandona il suo ruolo di osservatore preciso e graffiante delle nevrosi metropolitane per accompagnare il pubblico in un grottesco e paradossale viaggio all’interno della farsa. Il risultato è uno spettacolo dai ritmi frenetici e dai dialoghi surreali, un crescendo spasmodico di porte che si aprono e si chiudono, di perbenismi che esplodono, di paure che si contagiano, di incidenti che dilagano.