Questo evento può essere incluso nell’abbonamento a 12 spettacoli e nell’abbonamento a 7 spettacoli
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Agevolazioni previste:
Nel Teatro non sono presenti ascensori.
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Dopo il successo ottenuto dalle due precedenti tournée teatrali, Storia dell’impressionismo (2018/2019) e Gli ultimi giorni di Van Gogh (2022/2023), arriva a Firenze un nuovo e attesissimo spettacolo di Marco Goldin.
Il nuovo progetto del professor Goldin toccherà molti dei più prestigiosi teatri nazionali, annunciandosi come un’esperienza ancora più immersiva e spettacolare, grazie a un importante utilizzo di tecnologia e macchine sceniche. L’obiettivo è rendere con un linguaggio estremamente coinvolgente e moderno il senso poetico e rivoluzionario della vita e dell’opera di Claude Monet.
Nato e cresciuto in Francia, Monet è considerato uno dei fondatori dell’impressionismo francese e certamente il più coerente e prolifico del movimento; le sue opere pittoriche sono eseguite con l’uso della tecnica en plein air, che restituisce all’osservatore l’immediata percezione dei soggetti dipinti, in particolare per la paesaggistica.
La narrazione è articolata in sei momenti nei quali l’appassionante esposizione di Marco Goldin si intreccia con le musiche originali di Remo Anzovino, eseguite da lui al pianoforte e dalla violoncellista italo-brasiliana Daniela Savoldi, ospitati su due piattaforme rotanti, con ledwall curvi e bifacciali alle spalle. L’impianto visivo, costituito da videoproiezioni e animazioni, è allestito da Luca Attili, Federico Pelle e Geremia Vinatti, per dare forma scenica ai capolavori e ai luoghi fondamentali dell’esistenza dell’artista francese, con tante immagini girate soprattutto in Francia nei suoi ultimi anni di vita. Il racconto inizia negli anni Sessanta del XIX secolo, dagli esordi di Claude Monet, tra la mitica foresta di Fontainebleau e le spiagge della Normandia. Il decennio successivo sarà il periodo aureo dell’impressionismo, tra i villaggi di Argenteuil e Vétheuil. Come terzo frammento dello spettacolo, il fondamentale tempo trascorso dal pittore sulle scogliere della Normandia. A seguire, alcuni dei grandi viaggi pittorici di Monet, svolti tra il Mediterraneo con Bordighera e Antibes, le pianure dei tulipani in Olanda e la neve in Norvegia. Gli ultimi due capitoli sono dedicati alla permanenza e ai quadri realizzati a Londra e a Venezia per chiudere con il giardino incantato di Giverny, in Normandia, luogo dove l’artista morì nel 1926 all’età di 86 annı.
La scenografia, progettata dallo stesso Goldin che firma anche la regia dello spettacolo, è stata messa a punto assieme ai due musicisti d’eccezione. Un grande schermo di dieci metri di lunghezza e sei di altezza costituisce il fondale su cui si poggia l’intero racconto visivo. Davanti, una panchina: talvolta Marco Goldin vi si siederà, ascoltando le parole di Monet che giungeranno in scena in un dialogo sorprendentemente reale, in un continuo scambio tra presente e memoria, tra voce e pittura, tra luce e colore.
Lo spettacolo si terrà al Teatro Cartiere Carrara
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