Un ottetto d’archi per Eleonor Rigby

31 marzo 2018

L’Ottetto d’Archi dell’ORT interpreta Eleonor Rigby dei Beatles nel cinquantesimo anniversario dalla sua registrazione

rigby

Il 28 aprile 1966 i Beatles entravano nello studio 2 di Abbey Road per registrare uno dei loro capolavori: Eleanor Rigby. Per la prima volta nella storia della musica rock un brano viene eseguito da soli strumenti classici ovvero quattro violini, due viole, due violoncelli; un ottetto d’archi, appunto. Il 28 aprile 2016, in occasione del cinquantesimo compleanno del brano, l’Ottetto d’archi dell’Orchestra della Toscana ne ha realizzato un’originale versione utilizzando la stessa formazione di allora. Il video dell’esibizione è stato realizzato e co prodotto da Fondazione Sistema Toscana, con il patrocinio di UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Le musiche sono state adattate per l’occasione dal primo violino dell’Orchestra della Toscana, Andrea Tacchi, che ne ha mantenuto l’impianto originale. La rielaborazione fatta dall’ORT mette in luce la necessità di accoglienza e solidarietà verso i rifugiati, partendo dalle domande poste dal testo della canzone: “Tutta la gente sola da dove viene?”, “Tutta la gente sola a chi appartiene?” Nel mondo ci sono più di 60 milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, e violazioni dei diritti umani. Sono loro i protagonisti ideali del brano e l’invito è quello di non lasciarli soli e non considerare la loro condizione come un fatto esterno che non ci riguarda. Dobbiamo essere uniti e non lasciare che la solitudine ci distrugga, come invece ha fatto con Eleanor Rigby.